mercoledì, 30 gennaio 2008, ore 12:54

Ore 00:16

Almeno credo.


Cioccolata calda a Les Deux Magots. Insieme all'anima di Prevert. Ho chiesto il suo tavolino. So che c'erano anche gli altri, ma io preferisco lui. Guardo la strada.
Boulevard S. Germain: le auto sfrecciano e la gente a mucchi passeggia su questi larghi marciapiedi. Resto immobile. Il mento in una mano a fissarla. Dovrei scrivere, lo so. Sono venuta qui solo per questo, per scrivere. Ma ora non posso. Non voglio rompere la magia di quest'incanto. La magia di essere qui, a Parigi, seduta al tavolo di Prevert. La mia cioccolata calda che fuma e il taccuino rosso. L'ho aperto. Oggi no, non scriverò. Ti racconterò di questo amore e lo farò con Prevert.  


Le jardin


Des milliers et des milliers d'années
Ne sauraient suffire
Pour dire
La petite seconde d'éternité
Où tu m'as embrassé
Où je t'ai embrassèe
Un matin dans la lumière de l'hiver
Au parc Montsouris à Paris
A Paris
Sur la terre
La terre qui est un astre.



Aurora781
Permalink ¦commenti (50)¦ commenti (50)(popup)
categoria : amore, diario, parigi, prevert, paesi e città
martedì, 22 gennaio 2008, ore 20:49

ore 10:00, credo




Ogni volta che vado in un posto mi porto sempre un quadernetto con me. Una specie di taccuino di viaggio. Ieri sera sono stata al Sacre Coeur: celebrazione liturgica di notte in onore della Vergine Maria. Poi in giro per locali. E' molto suggestivo andarsene per questa piazza rosseggiante. A Pigalle pare di essere a Las Vegas. Luci e disco! Eppure a volte non riesco a liberarmi da questa nostalgia. Nemmeno in mezzo a tutti questi colori. Mi fermo e mi rendo conto delle innumerovoli immagini che mi passano dinnanzi agli occhi. Immagini. Possibilità. Ecco... e finisce che mi manchi come l'ossigeno quando sei sott'acqua. Cerco la luna: ne scorgo una falce d'arancio che sorge e sei tu lassù che cerco.  E allora..... mi viene in mente una poesia. Parole antiche ma vere come solo la poesia sa essere. 

[Sono venuta a Parigi per dimenticarti]


Sono venuta a Parigi per dimenticarti / ma tu ostinato me ne intridi ogni spazio. / Sei la chimera orrida delle gronde di Notre Dame, / sei l'angelo che invincibile sorride. / Veniamo a patti (il contadino e il diavolo): / lasciami il giorno per guardare, leggere, / sprecare il tempo, / divertirmi, / escluderti. / Notti e sogni, d'accordo, sono tuoi. (M. L. Spaziani)




Aurora781
Permalink ¦commenti (11)¦ commenti (11)(popup)
categoria : amore, parigi, arte e vita riflessioni, paesi e città
lunedì, 21 gennaio 2008, ore 22:11

Ore 12:10



In volo.



Non so se l’ora è giusta. La verità è che non so davvero che ore siano. Mi hanno privata di orologio e telefono, ma qui in alto il tempo non ha importanza. Stiamo sorvolando un banco di nuvole bianche. Pare siano un’altra terra con promontori nevosi e mari in tempesta all’orizzonte. E la terra, quella vera intendo, non la riconosceresti. In alcuni punti è perfettamente geometrica: linee di demarcazione, strade, quadrati e rettangoli perfetti. Che orrore! Dall’alto pare meno bella e, a furia di guardarla, ti rendi conto di quanto sia più bello il cielo. Credi che il Paradiso abbia questo intenso colore azzurro? E’ una sfumatura che non avevo visto mai prima. Sto provando a capire – piuttosto a sentire – cosa possano provare i grandi falchi o le aquile quando con il loro occhio acuto ci scrutano. E noi invisibili, minuscoli, laggiù che corriamo e non abbiamo mai tempo per fermarci e cercarci. Credo di essermi molto cercata in questo periodo. Per cosa poi? Cosa ho trovato? Prometto che te lo dirò: lo farò… un giorno. Ma non ora e non qui.

Hai mai volato? Mi rendo conto solo ora che non te l'ho mai chiesto. La sensazione più eccitante è quando sali: pare una giostra. Senti la velocità, poi la terra che vien meno sotto di te e, alla fine, il cielo. Ora capisco perché tutte le religioni hanno collocato il loro Paradiso in cielo! Dove sarà il nostro invece?  Il tuo e il mio? Guardo le nuvole: ognuna mi reca una sua nota. Le ascolterò ad una ad una e sarà come ascoltare un’orchestra. La sentirai anche tu suonare, vedrai! Nel mio cuore, nel mio piccolo cuore, suonerà una grande orchestra… e sarà... per te!



Aurora781
Permalink ¦commenti (18)¦ commenti (18)(popup)
categoria : amore, diario, parigi, arte e vita riflessioni, paesi e città
lunedì, 21 gennaio 2008, ore 14:32

Giovedì, ore 12:00


Saint Chapelle. Tomba di Luigi IX, il Santo. Degna di memoria.




Salgo la scala a chiocciola passo dopo passo fino ad una piccola cappella. Ciò che mi ha stupita, fin da subito, è la luce blu delle vetrate. Si spande in frammenti misti al rosso, al verde, al giallo da ogni lato della cappella. Oddio che miracolo! Pare una musica al galoppo direttamente dal Paradiso. Quasi che ogni frammento di vetro e di colore, per uno strano volere o per una rara capacità dell’artista contenga una nota e la vibri nell’aria. Una nota che poi piano piano si smorza quando, sollevando gli occhi al soffitto, scopri un tetto blu di stelle. E allora è la pace del Cielo o, piuttosto, quella sensazione sublime del non essere corpo ma anima in contemplazione dell’Eterno.

Taccio anch’io. Più oltre non avrebbe senso andare. Chiudo gli occhi e ti dono questi suoni, poi il silenzio profondo e infinito di un’estatica contemplazione.
Aurora781
Permalink ¦commenti (6)¦ commenti (6)(popup)
categoria : diario, parigi, arte e vita riflessioni, paesi e città
domenica, 20 gennaio 2008, ore 14:57

Giovedì

Ore 8:30

 

Metrò in direzione Ile de la Cite: Notre-Dame.

Parigi. A primo impatto ti sembra una Milano più verde e più snob. Man mano che la scopri, man mano che cerchi nuove angolature di luce, prende forma sua e acquista nuovo colore. Così trovi la vera Parigi. Mi è successo anche al Saint Germain con le sue case a spioventi. Per un attimo ho pensato al Tirolo. Te l’ho raccontato? Ci sono stata da bambina: la vacanza più bella della mia vita. Magari è così per tutti i bambini quando partono con mamma e papà, chissà!

 

Ho appena visto la Senna in corsa da un metrò e poi la Torre. Sono sicura che Parigi ti piacerà. Forse le donne un po’ meno, ma non ho ancora capito quale è il tuo ideale di donna! Sai cosa trovo di particolare qui a Parigi? La sua aria trasognata e sospesa tra reale e irreale. Se la guardo bene, posso capirli i miei romanzi. Mi rendo conto che alcuni scrittori sono davvero abili nel dare voce all’anima di una città!

Per il resto… scrivo. Parlo. So che mi senti. Dovessi vivere cento vite ancora, ricomincerei sempre da questo parlare a bassa voce con te. Ci sono cose che poche persone possono capire: uno può essere in mille posti, lontano mille miglia da casa, lontano nel tempo e nello spazio, eppure… ritrovarsi… insieme a parlare come se non fosse accaduto nulla.

 

Aurora781
Permalink ¦commenti (9)¦ commenti (9)(popup)
categoria : amore, diario, parigi, arte e vita riflessioni