mercoledì, 30 settembre 2009, ore 15:43





 

Abita il silenzio questa mia dimora

il silenzio e poi la notte.

Non le notti scure

quelle non le conosce.

Conosce invece il silenzio

di tutte le stelle e di quel trancio di luna

che ogni tanto diventa piena

Anche qui, diventa piena. 

Tutto il resto tace

immobile.

Tace l'ulivo

davanti alla finestra.

Tace il cedro

e il nido sotto il tetto. 

Ed io pure, in silenzio,

attendo

sospesa

 a metà tra Cielo e Terra.

©  Aurora in Silenzi notturni







Aurora781
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categoria : notte
domenica, 27 aprile 2008, ore 18:40

 


PROFUMO DI SALE E DI GLICINE



Sono venuta a cercarti
in riva al mare, l'altra notte.
Lo sai. Lo sai come è
quando non ho voglia di dormire
e mi prende quella smania di correre...
... di correre al mare.
E non stare qui a chiedermi il perché.
Lo sai. Che solo il mare ha il colore...
... il colore dei tuoi occhi.
E allora non stare a chiedermi il perché.



Sono venuta a cercarti in riva al mare
e la luna mi ha fissata da lassù.
Ma tu... lo sai. Lo sai come fissa la luna.
Quando quel suo silenzio profondo
ti piomba addosso e tu lo respiri...
... lo respiri fino all'ultimo.
E non stare a chiedermi ora che fosse.
Quel profumo di sale e di glicine
che si portava dietro il vento.
Perché lo sai.
Ma dimmi soltanto questo.
Dimmi se l'onda te l'ha recata
se te l'ha recata la mia bottiglia.
Solo questo dimmi
se si è frantumata sui tuoi scogli
.

© Aurora (da Poesie d'amore per te, ed. 2008)







Aurora781
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categoria : amore, notte, canzoniere daurora, mare poesie e prose
lunedì, 03 marzo 2008, ore 13:26

I TUOI OCCHI


(Tu sei) la porta che (mi) dà
accesso a tutti gli altri oggetti.
(Ti amo – Alberoni)
 

  

 

 
Il mistero della vita 
si svela e si cela
in quella scia. 

E i tuoi occhi
illuminano
la notte.


Aurora)

Aurora781
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categoria : amore, notte, canzoniere daurora, arte e vita riflessioni
domenica, 24 febbraio 2008, ore 15:41

All'alba, in memoria


Abbiamo avuto la nostra 'estate’. Abbiamo avuto il nostro sogno e, forse, è giunta l’ora del risveglio. Ti scrivo perché, qualunque cosa accada, qualunque cosa sia, io non voglio dimenticare che ho avuto un’estate. Quando le nuvole saranno alte nel cielo e il gelo attanaglierà le mie ossa, voglio ricordare che anche io ho avuto un’estate. Una intera estate. E allora saprò che la mia vita avrà avuto un senso. Saprò che i sogni fatti un tempo, seppure per il breve istante di un attimo, hanno avuto la loro realtà. In fondo un attimo equivale all’eternità. Così anche questa nostra estate ha il sapore degli istanti che durano per sempre. E anche tu. Tu che sei un sogno e hai avuto la tua vita. La vita breve dei sogni. Ma quella brevità è per sempre. Così ora anche tu sarai per sempre. Ecco, vedi? Non devo dimenticare, quando il cielo sarà grigio, quando la notte sarà senza luna, che io ho avuto la mia estate. Ieri la notte era bella. La luna rischiarava il cielo e il tuo balcone era un giardino. M’hai chiesto cosa facessi fuori a quell’ora del mattino e mi hai fatta entrare perché avrei potuto ammalarmi. Io ero fuori a parlare alla luna. «Le recito una poesia» – ti ho detto. La poesia di un poeta morto. La poesia di un poeta che amo e che ha saputo descrivere così meravigliosamente il mondo da fartene innamorare a prima vista. «Ora so che i sogni esistono» - e tu hai sorriso.
Anche tra mille anni, ricorderò l’odore del mattino. Ricorderò il fresco pungente del mattino e questa città mi resterà dentro per sempre. Perché ora c’è una città che io amo. Anche io ho un luogo da amare e una strada e un balcone e un portone. Qualcosa che mi resterà dentro per sempre, anche se nessuno potrà mai capire quanto io ami questa città. Quanto ami le sue luci gialle e la sera quando per strada non c’è anima che cammina e tu ascolti il silenzio delle case addormentate e su di te c’è il cielo. Solo il cielo. Quel cielo che le luci schiariscono eppure dal tuo balcone si vede ancora nero e, a volte, puoi scorgervi anche le stelle, se la luna te lo consente. Un pezzo di cielo nella città: il tuo cielo dal tuo balcone.
Hai ragione, sai? L’amore ti solleva dalla terra al cielo. Ti mette le ali per volare alto e a volte è capace anche di bruciartele quelle ali! Ma anche così, come si può vivere senza?!


 




Aurora781
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categoria : amore, diario, notte, arte e vita riflessioni, paesi e città
mercoledì, 06 febbraio 2008, ore 15:11

Mezzanotte, quando non hai voglia di dormire.


Mezzanotte.
Guardo il mondo da una finestra e ti scrivo al lume di questa candela. Andrò via solo quando le ultime cinque luci là fuori saranno del tutto spente. Mi racconto una storia come nelle favole. Una storia di gioia e di colori. Quante volte ho desiderato vegliare la notte al lume di una candela! Ma questa brucia troppo in fretta! Sarà per via del vento che mi reca un profumo di rose. Chissà da dove viene!

Una, due, tre, quattro finestre. Quattro. La quinta s'è spenta.
Potessi vedere una stella! Nulla. Le nuvole ricoprono il cielo. Eppure, anche così, adoro la notte. Non  ha pretese. Non ha voci, ma profumi. Non ha suoni, ma silenzi. Interminabili silenzi. Devo raccontarle il mio ultimo sogno perché lei lo affidi alle sue nuvole che se lo porteranno via.

Le nuvole... ma... dove sono le nuvole ora?
Sorrido: lo sapevo. Sapevo che il Cielo sarebbe stato buono.
Le vedi anche tu le stelle? Sono ritornate finalmente! Una stella brilla sul mio capo ora. Avrà anche lei un segreto da custodire? Anche lei avrà il suo Piccolo Principe che vi coltiva un rosa dispettosa, mentre guarda il disegno di una pecora? E tu, tu lo sai se esiste un modo di amare che non comporti il dolore?

Ecco, ho deciso. Ti lascerò il mio sogno stanotte. Lo lascerò su questo davanzale. Tornerò a riprendermelo tra mille anni, quando anche io sarò una nuvola o una stella. Chissà! Ora lo lascerò qui, al lume di questa candela. In segreto, fra quattro mura, dopo averlo confessato alle ultime finestre accese.
E' inutile aspettare una stella cadente. Lo lascerò qui, perché i sogni non puoi distruggerli. I sogni non si spengono come si fa con le candele. I sogni devi solo lasciarli andare. Così, lascerò andare il mio stanotte. Il cielo ne avrà cura. Ne avranno cura le stelle.
Per quanto breve il percorso di una vita, pure non vi è nulla di più meraviglioso. E ti ritrovi ad ammettere che bella è la notte, che sia nuvolosa o serena. Bella è l'aurora, che sia rosea o carminea.

Una, due tre finestre. Anche la quarta è spenta. Le ultime tre. Chissà chi è insonne dietro quei vetri! Ognuno con il suo segreto. Ognuno con il suo sogno. Un sogno per ogni vita. E la notte li custodisce tutti!
La mia candela è quasi finita. Domani ne comprerò un'altra. Forse due. Le prenderò al sapore di rosa.
Domani. Ora è il momento di andare. Ma tu, Cielo, fa una buonanotte. E se non ti è di impiccio, riportami il mio sole domani. Solo per essere felici. Perché il sole sa donarmi sempre un sorriso.






Aurora


Aurora781
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