PROFUMO DI SALE E DI GLICINE

Sono venuta a cercarti
in riva al mare, l'altra notte.
Lo sai. Lo sai come è
quando non ho voglia di dormire
e mi prende quella smania di correre...
... di correre al mare.
E non stare qui a chiedermi il perché.
Lo sai. Che solo il mare ha il colore...
... il colore dei tuoi occhi.
E allora non stare a chiedermi il perché.
Sono venuta a cercarti in riva al mare
e la luna mi ha fissata da lassù.
Ma tu... lo sai. Lo sai come fissa la luna.
Quando quel suo silenzio profondo
ti piomba addosso e tu lo respiri...
... lo respiri fino all'ultimo.
E non stare a chiedermi ora che fosse.
Quel profumo di sale e di glicine
che si portava dietro il vento.
Perché lo sai.
Ma dimmi soltanto questo.
Dimmi se l'onda te l'ha recata
se te l'ha recata la mia bottiglia.
Solo questo dimmi
se si è frantumata sui tuoi scogli.
© Aurora (da Poesie d'amore per te, ed. 2008)
Da un treno in fuga

Eccola, l'alba! Prima c'è stata la luce. La luce che ha inondato cielo e acqua. Ora invece il sole sta spuntando dal mare. Un'infuocata sfera che viene su lentamente dal profondo del mare. Una sfera rossa dai contorni incerti e quella sua scia di fuoco che stria il mio mare! Meraviglioso! Ti viene da chiederti se non sia tutto qui il miracolo della vita. Non è facile spiegare: tu guardi il mare, guardi il sole e qualcosa dentro ti fa venire in mente la vita, te la fa amare. La senti ora la Musica? Pare che l'Eterno ti stia dichiarando il Suo Amore!
E' l'alba. L'alba di un nuovo giorno e l'Eterno ti ha appena detto che ti ama. Mi chiedo se lo hai sentito anche tu. Chissà! Il mare ora ha placato la sua furia. Il cielo ha disteso il suo manto sereno e la terra tutta, a breve, inizierà a respirare. Prima piano, poi sempre più velocemente fino a dischiudere tutti i suoi mille occhi. Io resto a vegliare. Sono ore che veglio questo silenzio, mentre tutti attorno a me dormono. Veglierò quest'alba. Lo farò per te. Al mio cuore lascerò questo muto dialogo con le onde. Quando il cielo diventerà azzurro e il sole con il suo giallo oro si sarà levato in alto, allora anche io inizierò il mio giorno. Solo allora potrò dimenticarti. Ora no! Lasciami ancora questa Musica che suona. La conserverò come un dono prezioso ed un giorno te la recherò. Un giorno. Non importa quando sia. Un giorno verrò a donarti una nota. Una nota che combacerà perfettamente con la tua. Allora anche noi saremo un'armonia perfetta.
Aurora
All'alba

E ci si ritrova alla fine della corsa con quello che si è. Un uomo è, forse, semplicemente un groviglio di sogni e speranze. Ma, se non le avessimo, come riusciremmo a vivere?
Ecco, sta sorgendo il sole sul mare. Una sola barca rientra. Pare un quadro di Monet. Mmm... il mio mare! Questa tavola azzurro-rosa leggermente increspata come la carta pesta che usavamo da bambini. Te lo ricordi?
Io a volte lo dimentico, il mare. Allora me ne vado. Me ne vado anche lontano. Poi, quando ritorno, mi rendo conto di poter fuggire per mille miglia, di poter desiderare l'oblio e tutto il resto che ne consegue, ma di non poterlo dimenticare davvero il mio mare. E' una forza, la sua, o semplicemente una voce che mi batte dentro. Come il battito del cuore, sì. In fondo il mio cuore (e tu lo sai) somiglia a quella distesa azzurra. Vi rassomiglia la sua calma in mattine come questa, quando ti pare che la vita sia tutta lì, nel miracolo dell'alba. Allora ti rendi conto che a nulla vale (o è valso?!) il cercare, l'andare lontano, perché tutto quello che hai è qui ed è di questo che hai bisogno. Questo è il tuo mondo. Altre volte, invece, è la sua furia ad appartenermi in quelle sere d'inverno, quando l'estate è ormai trascorsa e la prossima lontana anni luce nel tempo. Allora il vento impazza e mi travolge e con sé pare recare quelle sue martellanti domande sulla vita, sull'io... Ti viene in mente solo una risposta: andarsene per fermare la voce. Ma la verità è che la voce te la porti dentro perché non è soltanto il mare che canta dentro di te. Quella voce sei tu: è solo il tuo cuore che ti chiede un attimo - un attimo soltanto!
Parlavo con un caro amico qui in rete diversi giorni fa. Gli avevo detto che avrei scritto una poesia sul mio paese, un paese che, in qualche modo, mi ricordava il suo... A voi l'ardua sentenza!
Paese, vecchio paese mio,
scrigno imperlato dal blu del mare
antico borgo di case su case
affacciate sugli scogli
- una schiera di soldati
a fronteggiar le onde
dure minacciose.
Paese, vecchio paese mio,
con la tua storia
di gerani ai davanzali
e quei tuoi vicoli stretti e tortuosi
che i sorrisi dei bimbi
fioriscono.
Paese, vecchio paese mio,
con quel tuo mare
che mi culla mi carezza
mi sorregge
ed ora son io il gabbiano
a sfiorarti l'acque.
Aurora ©


Caro André, mio amato amore di mille anni fa,
[...] io ti ho amato e non saprei immaginare come si possa amare di più. Avevo una vita, che mi rendeva felice, e ho lasciato che andasse in pezzi pur di stare con te. Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce a immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. [...]
C'è un uomo, in questa locanda... Lui dice che scrivere a qualcuno è l'unico modo di aspettarlo senza farsi del male. E io ti ho scritto. Tutto quello che ho dentro di me l'ho messo in questa lettera. Lui dice, l'uomo col nome buffo, che tu capirai. Dice che la leggerai, poi uscirai sulla spiaggia e camminando sulla riva del mare ripenserai a tutto, e capirai. Durerà un'ora o un giorno, non importa. Ma alla fine tornerai alla locanda. Lui dice che salirai le scale, aprirai la mia porta e senza dirmi nulla mi prenderai tra le braccia e mi bacerai. Lo so che sembra sciocco. Ma mi piacerebbe succedesse davvero. E' un bel modo di perdersi, perdersi uno nelle braccia dell'altra.
Niente potrà rubarmi il ricordo di quando, con tutta me stessa, ero la... tua Ann.
(da A. Baricco, Oceano Mare)