
E' la festa delle donne oggi e io vorrei parlare di una donna. Vorrei dedicare a lei questo post. A lei che mi ha insegnato più di quanto altri abbiano fatto. Chi è? La mia prof. di italiano delle medie. Non l'avreste mai indovinato, lo so. Ricordo come fosse ieri la prima volta che la vidi. Avevo dodici anni. In prima media avevo avuto una insegnante che passava il tempo a classificare gli studenti in base al lavoro dei loro genitori. Poi venne lei. Capelli ricci corti, occhi vispi e attenti, piccina e con il sorriso ampio sulle labbra. Metteva sempre i pantaloni e le scarpe da uomo, poi una camicetta che sapeva di donna e un filo di perle al collo. Era fermamente convinta che le donne fossero speciali. Me lo diceva sempre. Mi diceva: Non dimenticare mai che una donna ha una sua dignità. Se vuoi che gli uomini la rispettino, devi rispettarla prima tu. Non ammetteva che una donna dovesse dipendere da un uomo. E poi odiava ogni stereotipo precostituito e ogni pregiudizio sociale. Mi ha insegnato cosa significa essere liberi. Essere liberi dentro. Da ogni condizionamento. E poi... mi ha insegnato i libri. Me ne portava sempre molti dei suoi per farmeli leggere e mi diceva sempre: Ma perché devi amare proprio Leopardi? Fu lei a farmi leggere Leopardi per la prima volta. Avevo tredici anni. Mi mise davanti A Silvia e me ne innamorai. Passavo le ore a leggere Leopardi ad alta voce mentre lei chiudeva gli occhi e ascoltava. Però non mi ha mai dato compiti più del dovuto. Diceva sempre a mia mamma: Questi ragazzi non devono stare solo sui libri. La vita si impara vivendola, andando fuori a consoscere la gente. E' vero.
Oggi sono passata molti anni. Lei è l'unica prof con cui ancora mi sento. E non è cambiata da allora. Ha sempre lo stesso sorriso allegro, gli stessi occhi vispi, lo stesso entusiasmo. Credo sia questo quello che mi ha insegnato: Essere una donna vera. Amare la vita e sorridere sempre, nonostante tutto.
Grazie!!!!!!!!!!