
Il vento scuote le fronde sul mio capo.
Alzo gli occhi al cielo:
nuvole trascolorano.
No, non è ancora la cima!
Forza! Andiamo, anima mia!
Poi verrà la sera
col suo tremolare di stelle!
© Aurora
Ore 00:16
Almeno credo.
Cioccolata calda a Les Deux Magots. Insieme all'anima di Prevert. Ho chiesto il suo tavolino. So che c'erano anche gli altri, ma io preferisco lui. Guardo la strada.
Boulevard S. Germain: le auto sfrecciano e la gente a mucchi passeggia su questi larghi marciapiedi. Resto immobile. Il mento in una mano a fissarla. Dovrei scrivere, lo so. Sono venuta qui solo per questo, per scrivere. Ma ora non posso. Non voglio rompere la magia di quest'incanto. La magia di essere qui, a Parigi, seduta al tavolo di Prevert. La mia cioccolata calda che fuma e il taccuino rosso. L'ho aperto. Oggi no, non scriverò. Ti racconterò di questo amore e lo farò con Prevert.
Le jardin
Des milliers et des milliers d'années
Ne sauraient suffire
Pour dire
La petite seconde d'éternité
Où tu m'as embrassé
Où je t'ai embrassèe
Un matin dans la lumière de l'hiver
Au parc Montsouris à Paris
A Paris
Sur la terre
La terre qui est un astre.

Ore 13:00 o giù di lì
Un giorno qualunque
Ci sono giorni che hanno un sapore molto intenso, una specie di retrogusto nostalgico dolceamaro. Se la nostalgia avesse un sapore, credo proprio la definirei così. Mi capita sempre di pensarlo quando incrocio il treno che viene da Venezia. Allora mi passano nella mente tutte le immagini e poi i volti, ma non riesco a ricordarne le voci. Nemmeno una ora. Guardo il cielo. Le immagini si confondono. A Venezia si aggiunge Milano, le luci e i colori di Brera. Poi è la volta di Parigi, l'illuminazione notturna della Tour Eiffel o lo scorrere dei bateau sulla Senna. Una nuvola, ecco... Verona!, quel suo chiacchiericcio da gran dama! E qualche volta anche Ferrara, il Po che scorre placido e le nebbie che risalgono lente e nascondono ogni cosa riflettendone solo la sagoma. Abbasso gli occhi. Attorno a me mille alberi cantano al vento e giocano a rimpiattino con il sole. Allora è la volta dei monti del Trentino e poi i fiori... Oh!, i girasoli dell'Umbria! E Roma... la mia amata Roma, sfacciata e immensa con il suo profumo di kebab alla discesa del treno! Ogni luogo pare avere un'anima. Ed è questa che amo prima ancora delle persone. Talvolta ho l'impressione che ci tornerò e lo farò per sempre. Questa mia strana voglia di andare! E la sensazione che ci sia qualcosa che ti chiami, qualcosa verso cui tendere. Un senso di dolcezza, come una carezza che il vento ti reca chissà da dove. Fisso ancora gli alberi. Dondolano leggeri a questa salata brezza di mare. Credo che anche loro conoscano tutto questo. Farsi prendere da una mano e... andare.

ore 10:00, credo
Ogni volta che vado in un posto mi porto sempre un quadernetto con me. Una specie di taccuino di viaggio. Ieri sera sono stata al Sacre Coeur: celebrazione liturgica di notte in onore della Vergine Maria. Poi in giro per locali. E' molto suggestivo andarsene per questa piazza rosseggiante. A Pigalle pare di essere a Las Vegas. Luci e disco! Eppure a volte non riesco a liberarmi da questa nostalgia. Nemmeno in mezzo a tutti questi colori. Mi fermo e mi rendo conto delle innumerovoli immagini che mi passano dinnanzi agli occhi. Immagini. Possibilità. Ecco... e finisce che mi manchi come l'ossigeno quando sei sott'acqua. Cerco la luna: ne scorgo una falce d'arancio che sorge e sei tu lassù che cerco. E allora..... mi viene in mente una poesia. Parole antiche ma vere come solo la poesia sa essere.
[Sono venuta a Parigi per dimenticarti]
Sono venuta a Parigi per dimenticarti / ma tu ostinato me ne intridi ogni spazio. / Sei la chimera orrida delle gronde di Notre Dame, / sei l'angelo che invincibile sorride. / Veniamo a patti (il contadino e il diavolo): / lasciami il giorno per guardare, leggere, / sprecare il tempo, / divertirmi, / escluderti. / Notti e sogni, d'accordo, sono tuoi. (M. L. Spaziani)
