venerdì, 28 dicembre 2007, ore 16:27

Io sono il cervo, il capriolo tu,

tu sei l'uccello e l'albero son io,

il sole tu ed io la neve,

tu il giorno sei, il sogno io.


Di notte dalla mia bocca dormiente

vola un uccello d'oro fino a te,

chiara la voca, l'ali variopinte,

ti canta questo canto che dice dell'amore,

questo canto che dice di me.


(H. Hesse)



 

Aurora781
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categoria : amore, hesse
domenica, 23 dicembre 2007, ore 14:52

Tu

che

ne dici

SIGNORE se

in questo Natale

faccio un bell’albero

dentro il mio cuore, e ci

attacco, invece dei regali,

i nomi di tutti i miei amici: gli

amici lontani e gli amici vicini, quelli

vecchi e i nuovi, quelli che vedo ogni gior-

no e quelli che vedo di rado, quelli che ricordo

sempre e quelli a volte dimenticati, quelli costanti

e quelli alterni, quelli che, senza volerlo, ho fatto soffrire

e quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire, quelli che

conosco profondamente e quelli che conosco appena, quelli che mi

devono poco e quelli ai quali devo molto, i miei amici semplici ed i miei

amici importanti, i nomi di tutti quanti sono passati nella mia vita.



Un albero con radici

molto profonde, perché

i loro nomi non escano

mai dal mio cuore; un

albero dai rami molto

grandi, perché i nuovi

nomi venuti da tutto il

mondo si uniscano ai già

esistenti, un albero con

un’ombra molto gradevole

affinché la nostra amicizia,

sia un momento di riposo

durante le lotte della vita



Auguri a tutti voi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



Aurora

Aurora781
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categoria : diario, arte e vita riflessioni
venerdì, 21 dicembre 2007, ore 11:38

Siamo sotto  Natale. Dovrei fare i miei auguri a tutti voi e mettere nero su bianco i miei propositi. Mi sono guardata un po' attorno e alla fine ho deciso di scrivere questo post. E' un omaggio ad un autore che amo e che molti di voi amano. Perciò lascerò alle sue parole il mio augurio di BUON NATALE!


SULL'ANIMA


... Solo quando non desideriamo niente, solo quando il nostro guardare diventa mera contemplazione, si schiude l'anima delle cose, la bellezza. ... L'uomo che guardo con timore, con speranza, con desiderio, con precise intenzioni e richieste non è un uomo, bensì soltanto un torbido specchio della mia volontà. (...) Nel momento in cui si placa la volontà e si instaura la contemplazione, il puro osservare e abbandonarsi, tutto cambia. (...) Perché la contemplazione non è né studio, né critica, è soltanto amore. E' la condizione della nostra anima più elevata e più desiderabile: amore senza cupidigia. (...) Molto rari sono gli uominila cui anima si esprime già nei discorsi quotidiani. Sono più che poeti, sono già quasi santi. (...) I nostri due giovani europei ... hanno perso la loro anima nel mondo del denaro, delle macchine, della diffidenza. Devono ritrovarla, e se trascureranno questo compito, si rovineranno e soffriranno.


Interroga la tua anima! Chiedile che senso ha il futuro, che cosa si chiama amore! Non porre domande al tuo intelletto, non cercare a ritroso la storia del mondo! La tua anima non ti accuserà di esserti occupato troppo poco  do politica, di avere lavorato troppo poco, di non aver odiato abbastanza i nemici... Ma forse ti accuserà di aver avuto troppo spesso paura delle sue richieste e di essere sfuggito, di non aver mai avuto tempo per dedicarti a lei, la tua creatura più giovane e bella, per giocare con lei, per ascoltarne il canto; ti incolperà di averla venduta per denaro e di averla tradita per tornaconto.


Vada pure come vuole il corso del mondo, un medico, un aiuto, un futuro e nuovi impulsi tu li troverai sempre e soltanto in te stesso, nella tua povera, bistrattata, sempre disponibile e indistruttibile anima.


La tua anima cerca altre vie, e quando non vi riesce, quando i successi che tu ottieni avvengono a sue spese, la felicità non ti arride. Perché soltanto l'anima può provare 'felicità'...


(da Le stagioni della vita di H. Hesse)


Aurora781
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categoria : hesse, arte e vita riflessioni
giovedì, 20 dicembre 2007, ore 13:22

Oggi ho voglia solo di un'immagine............



Il Paradiso dipende da noi.


Chiunque voglia


vive nell’Eden, nonostante Adamo


e la cacciata!


 
Aurora781
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categoria : dickinson, arte e vita riflessioni
mercoledì, 19 dicembre 2007, ore 16:34

Alla locanda Almayer.  E' un bel posto qui per fermarsi a cercare personaggi. Il mattino ci vengo sempre. Mi siedo a quel tavolino laggiù, proprio di fronte l'ingresso e, quando la porta s'apre, alzo appena gli occhi per guardare il nuovo arrivato. L'altro giorno ero immersa nel fumo del mio cappuccino. La porta si è aperta con una raffica di vento ed è entrato un uomo. Ho sollevato il capo: il tempo di incrociare il suo sguardo. Mi ha fissata: occhi azzurri contro occhi neri, i miei. Siamo rimasti qualche secondo così. La porta si è chiusa dietro di lui e il vento gli ha fatto scivolare di mano una marea di fogli. Ha cercato di salvarli con l'altra mano, ma la sua mandarina duck gli è caduta aprendosi a terra. Allora ho abbassato gli occhi e ho sorriso. L'ho visto chinarsi per raccogliere la marea di fogli sparsi tra una gamba e l'altra dei soliti avvocati che vengono a prendere il caffé qui. Sono rimasta a guardarlo: aveva qualcosa di familiare. Poco dopo si è rialzato, ha poggiato la borsa su un tavolo e sistemato i fogli come meglio poteva. Aveva il volto rosso ma sorrideva. La signora Dira, la cameriera, mi ha strizzato l'occhio. Lui allora le ha detto: "E il mio solito caffé?" Poi, rivolgendosi a me: "Oggi sono una frana. Sarà che il tribunale incombe".

"Incrociamo le dita, allora" - gli ho risposto. Si è avvicinato al bancone e, scherzando con Dira, ha sorseggiato il suo caffè. Ogni tanto tornava a fissarmi. Credeva non me ne accorgessi finché i nostri occhi non si sono di nuovo incrociati. Occhi azzurri contro occhi neri, i miei.  Allora ha sorriso e io pure gli ho sorriso.

Ecco! E' uno dei miei preferiti lui, il signor Burla. Forse per quei suoi occhi azzurri che tanto somigliano al mio mare...


Già, il mare.... Mi ci immergo completamente e tutto scompare in quelle quattro parole. Conosco la sua forza, quella sua capacità di cancellare le cose, di farti sentire sospesa, di incantarti, tenerti, commuoverti. Ma soprattutto chiamarti. Qualcuno ci ha mai fatto caso? Ho letto in un libro che il mare chiama. Non fa altro, in fondo, che questo: chiamare. Non smette mai, ti entra dentro, ce l'hai addosso, è te che vuole. Puoi anche far finta di niente, ma non serve. Continuerà a chiamarti. (...) Ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà (Oceano Mare, Baricco).


Occhi azzurri contro il nero dei miei. Mi guardo attorno. Ora non c'è nessuno. Ho finito il mio cappuccino. Prima di andare via anche io, apro l'agenda. Segno la data e poi un pensiero sulla vita, sui sogni e su tutto il resto. Qualche volta lho l'impressione che la vita faccia la sua strada e noi le andiamo dietro, ma non è proprio quello che avevamo immaginato. In fondo, vogliamo solo essere felici, vero? Ma per essere felici bisogna seguire i propri sogni e dare retta ai propri desideri. Spesso pensiamo che la felicità sia altrove, che ne so, nel dovere, nei soldi che ammucchiamo. In altre cose insomma. E invece la felicità è tutta lì. Nel seguire i nostri desideri, i nostri sogni.


Aurora781
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categoria : diario, arte e vita riflessioni, mare poesie e prose