mercoledì, 07 novembre 2007, ore 13:20

Ammetto che è molto che non scrivo qui. Ci sono momenti in cui uno ha bisogno di cercarsi. Allora stacca tutto. Anche scrivere. E' come se le parole non venissero da sole o, se vengono, sono così scostanti che davvero messe insieme hanno poco significato. Così ho messo da parte questo diario virtuale. Quando l'ho aperto non so cosa mi aspettavo. Forse volevo solo scrivere. Comunicare. Dialogare. A volte ho l'impressione che questi due verbi abbiamo perso un po' del loro valore. Parliamo tanto, ma comunichiamo poco. Quanto al dialogo, poi!


Vi lascio con una poesia di Jos de Haes direttamente in traduzione. Non so quanti conoscano il deerlandese! Si intitola Scrivere.


Assottigliare il sangue, sceverare i tessuti,

preparare colla di pesce,

con un vaglio d'acciaio vagliare

la granitura di collere defunte;

sopra,l'umido filato dell'indignazione

si condensa come vernice.

Su quella cenere vetrificata

l'unghia gratti,

vibri come cavalletta,

trilli come uccello.

Si affili la cattiveria:

scrivere con lingua d'uccello.


A voi il giudizio....


Aurora

Aurora781
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categoria : diario, arte e vita riflessioni