Un altro poeta oggi. Un poeta e un letterato polemico, che visse girovago una vita austera e solitaria. Un uomo che amò i grandi Leopardi, Baudelaire, Pascal e Nietzsche. Un poeta dal verso semplice, ma carico di nostalgia, di ricordi. Paesaggi, persone, animali scorrono sotto i nostri occhi e paiono venire da un passato dolce, talvolta impetuoso.
Sera di Liguria
Lenta e rosata sale su dal mare
la sera di Liguria, perdizione
di cuori amanti e di cose lontane.
Indugiano le coppie nei giardini,
s'accendon le finestre ad una ad una
come tanti teatri.
Sepolto nella bruma il mare odora.
Le chiese sulla riva paion navi
che stanno per salpare.
Aurora
Vorrei tornare a rendere omaggio ad un grande poeta del sentimento. Un poeta che, parlando della poesia, quando ottenne il Nobel disse: Penso che la poesia sia un'azione passeggera o solenne in cui entrano in pari misura la solitudine e la solidarietà, il sentimento e l'azione, l'intimità dell'individuo, l'intimità dell'uomo e la segreta rivelazione della natura (da Discurso de Stockholm, Alpignano, Tallone 1972). Riporto qui una lirica molto intensa in cui questo suo essere poeta del cuore è chiaramente palesato. L'amore è ovunque. S'ama senza vedere, perché quel volto lo conosciamo già. Quando ci imbattiamo in quel volto, possiamo solo dire di averlo riconosciuto.
XXII
«Quante volte, amore, t'amai senza vederti e forse senza ricordo, / senza riconoscere il tuo sguardo, senza guardarti, centaura / in opposte regioni, in un bruciante mezzogiorno: / eri solo l'aroma dei cereali che amo. / Forse ti vidi, ti supposi passando che sollevavi una coppa / ad Angol, alla luce della luna di giugno, / o eri tu la cintura di quella chitarra / che toccai nelle tenebre e risuonò come il mare smisurato. / T'amai senza che io lo sapessi, e cercai la tua memoria. / Nelle case vuote entrai con lanterna a rubare il tuo ritratto. / Ma io sapevo già com'eri. D'improvviso / mentre venivi con me ti toccai e si fermò la mia vita: / eri davanti ai miei occhi, regnavi su di me, e regni. / Come falò nei boschi il fuoco è il tuo regno».
(da Neruda, Cento Sonetti d'Amore)
Aurora
Oggi è uno strano giorno. Capitano giorni così in cui ti guardi attorno e non sai bene cosa vai cercando. I pensieri ti si accavallano l'uno su l'altro. Dovresti districarne la matassa ma poi? Troveresti il bandolo che tutto regge? Mi sono affacciata a questo balcone. Si vede uno spicchio del mio mare ed era scuro, arrabbiato quasi. Ho guardato il trancio di cielo sul capo, bianco lanuginoso. A quest'ora tutto tace. E' come se tutti dormissero. Non c'è rumore nell'aria, nulla. Nessun battito d'ali. Anche gabbiani e colombi sono andati a nascondersi da qualche parte in fondo alle grotte. Oh, sì! Oltre quel pezzo di mare ci sono enormi grotte marine. Non si vedono da questo balcone e non sto ancora troppo bene per tornare a salutarle. Spesso ci vado il mattino prima di andare a lavoro, quando non vado di fretta e nonr rischio di perdere il mio solito treno. Mi piace vedere l'alba dal mare stando sulla cima di una grotta. Nei pertugi si nascondono i nidi dei gabbiani e delle colombe. Il mare tace e l'alba inonda di rosso tutto l'orizzonte. L'acqua verde o azzurra a seconda della luce carezza lievemente gli scogli ed è una musica dolce, intensa. Ti culla. Ti culla e tu non hai più pensieri. Non devi cercare alcun bandolo, no. Devi solo respirare a piene labbra il suo odore e lasciare che sia quell'onda a baciare il tuo cuore!
Aurora
